Uniti contro la corrente: anoressia come mare in tempesta

Una vocina brutta, cattiva, insistente, irascibile ma che tu sentivi invitante ti ha stregata convincendoti di andare a vedere il mare. Hai lasciato la riva sicura e ti sei allontanata da noi dicendoci: “tranquilli, qui tocco e poi io so nuotare!”.
Io mi sono preoccupata, ti chiamavo e ti ricordavo che io non so nuotare. Ci hai invitato a vedere come era bella e cristallina l’acqua a largo. Noi per non lasciarti sola ti abbiamo raggiunta e all’improvviso un nuvolone, il vento forte, il mare si agitava e un’onda grandissima ci ha travolti portandoci negli abissi del mare.
Che buio, che paura, la pressione nella testa non mi faceva ragionare… ho visto la morte in faccia!
Un grosso pesce si stava avvicinando in largo mare, non mi fidavo, non lo conoscevo, ma non avevo altre soluzioni e mi sono fatta trascinare da lui. Mi ha portato in superficie a respirare un po’ d’aria e mi ha fatto conoscere altri pesci buoni, un insieme di pesci che nuotano tutti nella solita direzione, insieme, uniti.
Federica, fidati, ti vogliamo bene: attaccati alla nostra corda e vedrai che torneremo sulla terra sani e salvi.


