Gruppo di Aiuto per i Familiari

di una persona affetta da disturbo alimentare

Prendersi cura di una persona cara affetta da un disturbo alimentare è un compito estremamente delicato e impegnativo, che può mettere a dura prova l’equilibrio emotivo e psicologico dell’intera famiglia. Il New Maudsley Model, sviluppato da Janet Treasure, rappresenta un approccio innovativo e strutturato per sostenere le famiglie in questo difficile percorso. L’obiettivo principale di questo modello è quello di lavorare a stretto contatto con i familiari, aiutandoli a scoprire e potenziare le proprie risorse interne, oltre a sviluppare nuove strategie efficaci per la gestione della persona affetta da disturbo alimentare.

Il programma prevede un totale di 7 incontri, con la possibilità di partecipazione anche on line, ciascuno dei quali è focalizzato su una tematica specifica. Questi incontri vengono condotti in modo interattivo, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente ogni membro della famiglia. Sotto la guida di un moderatore esperto, i familiari sono incoraggiati a partecipare, condividere le proprie esperienze e collaborare per trovare soluzioni comuni. Questo processo non solo favorisce una maggiore coesione familiare, ma permette anche di sviluppare competenze utili per affrontare le sfide quotidiane.

Durante gli incontri, vengono forniti strumenti pratici che aiutano le famiglie a formulare risposte e soluzioni ai problemi che incontrano. L’accento è posto sull’importanza di favorire un cambiamento positivo, sia nella persona affetta dal disturbo alimentare, sia all’interno della dinamica familiare. Uno degli obiettivi chiave del gruppo è ridurre l’ansia e lo stress che spesso affliggono i familiari, offrendo loro abilità e conoscenze simili a quelle utilizzate dai professionisti del settore.

È essenziale comprendere che un disturbo alimentare non colpisce solo la persona che ne soffre, ma può avere un impatto paralizzante sull’intera famiglia. La paura, il senso di impotenza e la frustrazione possono diventare schiaccianti, rendendo difficile vedere una via d’uscita. Il New Maudsley Model cerca di rompere questo circolo vizioso, offrendo un percorso di speranza e strumenti concreti per aiutare i familiari a sostenere la persona cara nel lungo cammino verso la guarigione.

Sono invitate a partecipare le famiglie di pazienti affetti da un disturbo alimentare in cura a qualsiasi stadio di malattia, compresa la vicina guarigione, presso il nostro ambulatorio specialistico o altri, ma anche familiari di persone non attualmente non ancora in cura.

Gruppi di Aiuto

Dicono del gruppo

I guerrieri cinesi dicevano “conosci il tuo nemico” ed in questa guerra, fatta da tante piccolissime battaglie, non è facile conoscere questo nemico così subdolo.

C’è bisogno di professionisti che lo hanno incontrato tante volte, che ti/ci guidino e mostrino come è fatto, come agisce e quali comportamenti adottare e quali da evitare per sconfiggerlo.

Purtroppo, di queste battaglie le più difficili avvengono dentro di te e per noi, almeno fino a poco tempo fa, era difficile quantificare e renderci conto del disagio interiore di chi soffre di un DCA.

Intraprendere un cammino, lasciarsi guidare da chi è professionalmente esperto per riuscire a distinguere ciò che è di tuo figlio da ciò che non lo è, ciò che gli fa bene da ciò che lo distrugge.

Vorrei spendere alcune parole nel ringraziare tutta l’Associazione A.C.C.A. che ci ha permesso di conoscere ed approfondire tutti gli aspetti legati al DA, come affrontarne tutte le problematiche per aiutare noi e la persona con DCA a superare questo difficile momento. Un augurio va a tutti i familiari che hanno partecipato a questi incontri, perché ognuno di loro, con la loro testimonianza ci ha insegnato qualcosa; è come se in questi incontri ci fossimo presi tutti per mano per raggiungere il medesimo obiettivo, quello di lasciarci alle spalle questo triste periodo della nostra, ma soprattutto della vita dei nostri cari.

Io e mia moglie abbiamo partecipato ad alcuni incontri dove ci hanno parlato di come nostra figlia possa sentirsi, di cosa possa provare. Ci hanno parlato di animali protettivi, rassicuranti, e di animali aggressivi e di come io possa essere uno di quelli in ogni situazione con lei. Ho capito l’importanza di esserle vicino senza essere compassionevole. Supportarla e non supportarla. Questo voglio fare, questo è il mio obiettivo. Devo ringraziare l’associazione che ha organizzato questo corso e ringraziare mia moglie che me lo ha proposto, aprendomi un pochino di più gli occhi, per poter capire meglio mia figlia guardandola da un’altra angolazione… e ci sto provando.

Ho avuto modo di riscontrare durante gli incontri settimanali con gli altri genitori, tutti questi figli “perfetti” o “speciali” che sia, hanno lo stesso maledetto disturbo. Ho capito che bisogna ascoltare, parlare e trovare comunque una via di uscita dai problemi o ostacoli che via via si presentano. Mi è stato di sollievo incontrare altre famiglie che stanno vivendo la stessa situazione. Esserci incontrati è stata la medicina migliore al fine di avere la forza e la consapevolezza che tutti lottiamo per lo stesso scopo: il bene dei nostri cari.

Persone competenti ci hanno fatto capire l’importanza dell’approccio con i nostri cari, dell’empatia con loro e di non usare né la forza né la compassione, ma la comprensione e la determinazione nell’aiutarli a sconfiggere quello che definiscono “disturbo alimentare”.

Per informazioni e Iscrizioni al gruppo

Associazione A.C.C.A Lucca