Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

FAQ

FAQ: Ti stai chiedendo…

 

Le risposte alle domande proposte in questa pagina non sostituiscono, in nessun caso, un consulto, una visita o una diagnosi formulata da un medico.

Le informazioni rese disponibili non devono essere considerate come suggerimento per la formulazione di autodiagnosi, la determinazione di un trattamento, assunzione o sospensione di un medicinale senza che prima venga consultato uno specialista.

Perciò l’utilizzo di tali informazioni è sotto la responsabilità, il controllo e la discrezione unica dell’utente.

Per ulteriori domande e informazioni non esitare a chiamarci o scriverci.(*)

 

 

  • Che cosa sono i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione?

Il termine Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DA), indica tutte quelle sindromi caratterizzate da un rapporto problematico col cibo e da un eccessivo condizionamento sulla stima di sé esercitato da peso e forma corporei.

  • Quali sono le caratteristiche comuni dei disturbi alimentari?

Il nucleo comune di tutte le patologie alimentari comprende 4 fattori: convinzioni distorte nei confronti del cibo e dell’alimentazione; convinzioni distorte nei confronti del peso; convinzioni distorte riguardo alla forma del corpo; atteggiamenti autoprescrittivi riguardo al cibo.

  • Quali sono le conseguenze dei disturbi alimentari?

I disordini alimentari sono diventati nell’ultimo ventennio una vera e propria emergenza per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e di giovani adulti. Si hanno infatti gravi conseguenze sul benessere fisico e sul funzionamento psicosociale delle persone, dovute all’alterazione persistente del comportamento alimentare che porta ad un’inadeguata assunzione e/o assorbimento degli alimenti.

  • Quali sono i disturbi alimentari?

Anoressia e bulimia nervosa sono le manifestazioni più note e frequenti, ma ce ne sono poi molti altri: Pica, Disturbo di ruminazione, Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge-eating disorder), Altri disturbi specifici della nutrizione e dell’alimentazione, Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione non specificati.

  • Quando possono insorgere i disturbi alimentari?

Le patologie alimentari compaiono con la maggiore frequenza durante l’adolescenza o la prima età adulta, ma possono anche svilupparsi durante l’infanzia o a volte nella tarda età adulta.

  • È vero che i disturbi alimentari sono più frequenti nelle donne?

Le donne e le ragazze hanno maggiori probabilità dei maschi di sviluppare un disturbo alimentare. Secondo le stime ufficiali nel sesso femminile i disturbi dell’alimentazione sono dalle 10 alle 20 volte più frequenti che nel sesso maschile. Oltre alle forme a piena espressione clinica tra il 4% e il 20% delle giovani donne presenta un disturbo alimentare subclinico, in cui cioè sono presenti solamente alcuni dei criteri necessari per fare diagnosi del disturbo.

  • Quali sono le statistiche riguardo la diffusione dei disturbi alimentari in Italia?

La percentuale di italiani che soffrono di disturbi alimentari è attualmente stimata intorno al 5%. Anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata colpiscono più di tre milioni e mezzo di persone, con 8.500 nuovi casi all’anno. Circa il 95,9% delle persone colpite dai disturbi alimentari sono donne, ma nonostante la maggiore diffusione nel sesso femminile attualmente sempre più uomini si ammalano di queste patologie.

  • Perché i disturbi alimentari sono più frequenti nelle donne?

Varie ipotesi sono state fatte a riguardo, la maggior parte delle quali prende in considerazione aspetti psicologici e sociali. Da un punto di vista sociale e culturale mai come in questo momento l’identità femminile è risultata vulnerabile, soprattutto nelle fasi di transizione verso l’età adulta, durante la quale i cambiamenti corporei impongono un’ulteriore impegno psicologico nella ridefinizione del sé.

  • Che ruolo ha la società nello sviluppo di un disturbo alimentare?

I mass media, complice l’industria della moda, propongono la magrezza del corpo femminile non solo come ideale estetico ma anche come sinonimo di forza, sicurezza e determinazione. Tale ideale non viene proposto come irraggiungibile, alimentando la convinzione che attraverso l’autodisciplina sia possibile dominare il corpo.

  • Qual è la causa più comune che porta allo sviluppo di un disturbo alimentare?

Non esiste un singolo agente eziologico dei disturbi dell’alimentazione la cui genesi, come quella di gran parte dei disturbi psichiatrici, è da identificarsi in un modello multifattoriale, con componenti genetiche, biologiche, psicologiche, ambientali.

  • Quali sono i fattori implicati nello sviluppo di un disturbo alimentare?

Ci sono tre ordini di fattori che intervengono in fasi diverse della storia naturale della patologia: fattori di vulnerabilità, fattori scatenanti e fattori di mantenimento.

  • Che cosa sono i fattori di vulnerabilità?

Stanno a indicare una predisposizione allo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione, che possono comprendere caratteristiche di personalità (perfezionismo, scarsa autostima), la presenza di disturbi psicologici (depressione, abuso di sostanze), la presenza di sovrappeso e il ricorso a frequenti diete, una predisposizione familiare allo sviluppo di depressione o disturbi dell’alimentazione.

  • Che cosa sono i fattori scatenanti?

Sono eventi di perdita o di separazione, un’esperienza traumatica o, il più delle volte, il verificarsi di eventi comuni nell’adolescenza come l’inizio o la fine di una relazione sentimentale, la necessità di integrazione nel gruppo dei pari, gli impegni di studio che funzionano da trigger per lo sviluppo del disturbo. Può essere presente la sensazione di essere sottoposti a un eccesso di pressione e di aspettativa da parte di amici o familiari, o al contrario di essere fortemente trascurati dai propri genitori, il sentirsi oggetto di derisione per la propria forma fisica o di non poter raggiungere i risultati desiderati per problemi di peso e apparenza.

In alcuni casi non si evidenziano eventi scatenanti particolari. In conclusione la via comune per lo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione risulta essere una ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica, del proprio peso e corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esso.

  • Che cosa sono i fattori di mantenimento?

Tra i fattori di mantenimento vi sono le condotte di compenso come ad esempio il vomito autoindotto e l’uso di lassativi, oppure l’elevata restrizione alimentare presente nell’anoressia che può peggiorare l’irritabilità, la depressione e l’insoddisfazione corporea. A volte anche la reazione dell’ambiente circostante e della famiglia possono contribuire al mantenimento del disturbo.

  • Quali sono le conseguenze fisiche dei disturbi alimentari?

Dal punto di vista fisico, gli effetti della malnutrizione comportano danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, disidratazione, danneggiamento di gengive e denti, seri danni cardiaci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, danni al sistema osseo con accresciuta probabilità di fratture e di osteoporosi, blocco della crescita, emorragie interne, ipotermia.

  • Quali sono le conseguenze psicologiche dei disturbi alimentari?

Le ripercussioni psicologiche, invece, comportano depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa, difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, difficoltà nel funzionamento lavorativo.

  • Qual è il decorso dei disturbi alimentari?

I disturbi dell’alimentazione hanno generalmente una storia naturale caratterizzata da fasi di miglioramento e di ricadute. Al fine di modificarne positivamente il decorso è essenziale una diagnosi e un intervento terapeutico precoce.

  • Si guarisce dai disturbi alimentari?

Dipende, generalmente tra i fattori che depongono per una buona risposta alla terapia vi sono infatti una breve durata di malattia prima del trattamento, l’inizio del disturbo in età adolescenziale, l’assenza di condotte di eliminazione, l’assenza di disturbi psichiatrici in comorbilità, in particolare disturbi di personalità e dipendenza da sostanze.

  • Che cos’è l’anoressia?

È caratterizzata da restrizione dell’assunzione di calorie in relazione alle necessità, che porta a un peso corporeo significativamente basso; intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi; eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima.

Esistono due sottotipi: con restrizioni alimentari, con abbuffate e condotte di eliminazione.

  • Quali sono i segni e sintomi dell’anoressia?

Spesso una persona con anoressia nervosa comincia con l’evitare tutti i cibi ritenuti grassi e a concentrarsi su alimenti poco calorici, con una attenzione ossessiva al contenuto calorico e alla composizione dei cibi e alla bilancia. Frequentemente i pasti vengono evitati o consumati con estrema lentezza, rimuginando a lungo su ogni boccone ingerito. Il corpo viene percepito e vissuto in modo alterato, con un eccesso di attenzione alla forma e con il rifiuto frequente ad ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. Può essere presente iperattività fisica effettuata non solo al fine di perdere peso ma anche a scopo compensatorio dopo un episodio di abbuffata. Nelle ragazze, invece, uno dei segni più classici è l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi successivi, segno che non è ovviamente presente in giovani adolescenti che ancora non abbiano avuto il menarca o nelle ragazze che prendono la pillola anticoncezionale.

  • Che cos’è la bulimia?

È caratterizzata da ricorrenti episodi di abbuffata accompagnati dalla sensazione di perdere il controllo durante l’atto di mangiare; ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva; i livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso del corpo.

  • Che cos’è un’abbuffata?

Gli episodi di abbuffata sono in genere accompagnati da vissuti di vergogna e di colpa e sono, in un quadro di bulimia, seguiti da condotte compensatorie. La quantità di cibo introdotto con un’abbuffata è variabile e talvolta risulta complesso distinguere un’abbuffata oggettiva, così come viene descritta nei criteri diagnostici, da un’abbuffata soggettiva. In ogni caso risulta invariabilmente presente la sensazione di perdita di controllo che accompagna l’atto di mangiare. I cibi scelti sono spesso ipercalorici, spesso sono gli stessi cibi che vengono totalmente eliminati dalla dieta nelle fasi tra un’abbuffata e un’altra.

  • Quali sono i segni e sintomi della bulimia?

Una persona bulimica può essere di peso normale, sottopeso o sovrappeso. Il sintomo bulimico è spesso taciuto perché connesso a sentimenti di disgusto di sé e di vergogna. Per questo stesso motivo le pazienti bulimiche tendono a rivolgersi ad un medico in una fase più avanzata del disturbo rispetto alle pazienti anoressiche, anche se spesso nelle bulimiche l’insoddisfazione per il proprio corpo è più accentuata che nelle pazienti anoressiche.

  • Che cos’è il disturbo da alimentazione incontrollata/binge eating disorder (BED)?

È caratterizzato da ricorrenti episodi di abbuffate accompagnati dalla sensazione di perdere il controllo; gli episodi di abbuffata sono associati a tre (o più) dei seguenti aspetti: mangiare molto più rapidamente del normale, mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni, mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati, mangiare da soli perché a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando, sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o assai in colpa dopo l’episodio; l’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa.

  • Quali sono i segni e sintomi del BED?

Il disturbo da alimentazione incontrollata (BED) è un disturbo alimentare spesso correlato a sovrappeso e obesità ed è il secondo disturbo psichiatrico dopo la depressione maggiore in pazienti candidati alla chirurgia bariatrica. Il disturbo è caratterizzato dalla presenza di abbuffate oggettive durante le quali vengono consumate grandi quantità di cibo e dalla sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare. A differenza della bulimia nel disturbo da alimentazione incontrollata le abbuffate non sono seguite da comportamenti di compenso come il vomito, l’uso di lassativi o di diuretici. Chi soffre di disturbo d’alimentazione incontrollata percepisce un grande disagio durante le abbuffate e spesso all’abbuffata segue una forte flessione dell’umore, disgusto verso di sé, vergogna, mancanza di autostima e di autoefficacia.

  • Che cos’è l’emotional eating?

Il fenomeno dell’emotional eating, definibile come la tendenza a mangiare in risposta a disagio emotivo o eventi di vita stressanti sarebbe un modo per eliminare emozioni negative come rabbia, paura, noia, tristezza e solitudine. Una certa letteratura in merito valuta il disturbo da alimentazione incontrollata come una sindrome che può essere effetto di una modalità di reazione a stati emotivi ed eventi di vita. Alla base vi sarebbe una suscettibilità emotiva nei soggetti con BED che giustifica il comportamento alimentare incontrollato che tenderebbe ad assumere una funzionalità specifica nel soggetto affetto, ovvero rispondere con l’atto alimentare a stati emotivi non gestibili o addirittura non riconosciuti.

  • Esistono nuove forme di disturbi alimentari?

Sì, si iniziano a presentare nuove forme di disturbi alimentari, anche se non ancora riconosciute nel DSM in modo ufficiale.

  • Quali sono i nuovi disturbi alimentari?

Alcuni tra i nuovi disturbi alimentari sono ortoressia, drunkoressia, bigoressia, pregoressia.

  • Cos’è l’ortoressia?

L’ortoressia è definita come una estrema o eccessiva preoccupazione riguardo il mangiare cibi ritenuti salutari, gli individui interessati restringeranno la loro dieta solo ad alimenti considerati sani e puri.

È una modalità di comportamento molto perfezionistica; la persona sta molto attenta a quello che mangia, alla qualità e alla quantità di cibo, e passa gran parte del suo tempo pensando al cibo, progettando cosa mangiare e preparando cibi molto sani.

  • Da quanto tempo si parla dell’ortoressia? È un disturbo vero e proprio?

Fin dall’inizio degli anni 2000 ha guadagnato sempre più attenzione sia da parte dei media che nella comunità scientifica, che si interroga se debba essere considerata un disturbo, una dipendenza comportamentale o una modalità di dieta estrema. Attualmente non è riconosciuta come patologia dal DSM-5 ed è ritenuta solo un tratto personologico.

  • Quali sono le conseguenze dell’ortoressia?

Questo comportamento può portare a conseguenze morbose, come isolamento sociale, ansia, perdita dell’abilità di mangiare in modo naturale e intuitivo, ridotto interesse per tutte le altre attività umane salutari, e, in rari casi fino anche a malnutrizione.

  • Che cos’è la drunkoressia?

Drunkoressia deriva dall’inglese “drunk” ovvero ubriaco, è un termine colloquiale che denota generalmente il ricorso a metodi estremi di controllo del peso (digiuno, esercizio fisico, vomito) come uno strumento compensatorio in vista di un abuso di alcol programmato. Il ricorso a diete estreme, fino al digiuno, può essere riconducibile a varie motivazioni: prevenire l’aumento di peso, intossicarsi con l’alcol più velocemente, o anche risparmiare soldi da spendere poi per l’alcol.

Riguardo l’esercizio fisico strenuo ci sono delle differenze in base al genere, che vedono le donne per lo più dedite a regolare esercizio fisico prima del consumo di alcol per prevenire l’aumento di peso o dopo per bruciare via le calorie velocemente.

  • La drunkoressia è associata ad altri disturbi?

Questo disordine è associato sia a comportamenti alimentari patologici che a forme di abuso di alcol (per es. binge drinking), entrambi presenti nella popolazione dei giovani, per lo più studenti universitari, sia donne sia uomini.

  • Che cos’è la bigoressia?

La bigoressia, conosciuta anche come megaressia, anoressia inversa o dismorfismo muscolare, è un sottotipo di disturbo da dismorfismo corporeo, ma è spesso raggruppato con i disturbi alimentari. Si caratterizza come un’ossessiva preoccupazione, veicolata da credenze esagerate o deliranti, che il proprio corpo sia troppo piccolo, troppo magro, poco muscoloso o insufficientemente snello, anche se in molti casi il corpo dell’individuo interessato è normale o addirittura già molto muscoloso.

Il dismorfismo muscolare è anche stato chiamato “complesso di Adone”, che contiene però preoccupazioni più ampie riguardo l’immagine corporea maschile, ma che allo stesso modo ha visto la sua incidenza aumentare a causa della recente popolarizzazione di ideali culturali estremi riguardo i corpi maschili.

  • La bigoressia colpisce più donne o uomini?

Il dismorfismo muscolare interessa per lo più gli uomini, in particolare gli atleti. La fissazione disturbata sull’aumento della massa corporea sfocia nel dedicare molto tempo e attenzione a esercizio fisico, regimi alimentari e supplementi nutrizionali, in particolare è spesso associata all’uso di steroidi anabolizzanti. Anche se è paragonato all’anoressia nervosa per le donne, il dismorfismo muscolare è per lo più sconosciuto e difficile da individuare, anche a causa del fatto che gli uomini che la sperimentano tipicamente appaiono in salute agli altri. Da alcune stime, il 10% degli uomini che vanno regolarmente in palestra sperimenta il dismorfismo muscolare.

  • Quali sono le conseguenze della bigoressia?

Le preoccupazioni riguardo la massa muscolare del corpo sono estremamente pervasive e provocano assenze da scuola, lavoro e vita sociale; il tasso di tentativi di suicidio, rispetto ad altri disturbi dismorfici, può essere particolarmente alto.

  • Che cos’è la pregoressia?

Dall’inglese pregnancy cioè gravidanza, fa riferimento alle donne incinte che riducono l’apporto

calorico o fanno esercizio fisico per controllare l’aumento di peso, fisiologico, della gravidanza.

  • Quali sono i rischi della pregoressia?

Il rischio più grande è ovviamente per il feto, che a causa della scarsa nutrizione va incontro a esiti negativi; ci sono specifiche caratteristiche individuali che aumentano il rischio di questo disordine: una storia personale di disordini alimentari, attenzione eccessiva al conteggio delle calorie, eccessiva preoccupazione più per la forma corporea che per la salute, debole sistema di supporto, parlare della gravidanza come se non fosse reale.

 

 

(*)

Ci teniamo a ribadire che le informazioni proposte non sono un consulto medico e non sostituiscono, in nessun caso, un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico.

Le informazioni disponibili su questo sito non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi o la determinazione di un trattamento senza che prima venga consultato uno specialista. Quindi, l’utilizzo di tali informazioni è sotto la responsabilità, il controllo e la discrezione unica dell’utente.

Il servizio di richiesta di pareri ed opinioni tramite e-mail è completamente gratuito. Questo servizio fornisce le risposte di uno specialista o di un tecnico alle domande inviate dagli utenti. Il tempo in cui viene fornita una risposta è variabile e dipende sia dal numero di domande pervenute nel periodo sia da quanti utenti pongono domande simili sia dalla rilevanza del quesito.

Il servizio di richiesta di pareri ed opinioni tramite e-mail non fornisce consulenze mediche sostitutive del parere di un medico e non costituisce in alcun modo una visita medica a distanza. Nel caso in cui venga espresso un parere personalizzato tale risposta deve essere considerata puramente indicativa, non impegnativa, non sostitutiva o correttiva dell’opinione del proprio medico e fornita a scopo divulgativo e conoscitivo. È sempre necessario consultare uno specialista in caso di disturbi.

 

Riferimenti

“DSM-5 Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder” – American Psychiatrc Association, 2013

“Anoressia & Bulimia, Guida pratica per genitori, insegnanti e amici” – A Favaro, P Santonastaso, Positive Press, 2004

“Alle mie pazienti dico… Informazione e auto aiuto per superare i disturbi dell’alimentazione” – R Dalle Grave, Positive Press 2009

“Eating disorders and problematic eating behaviours before and after bariatric surgery, characterization assessment and association with treatment outcomes” – Eva M. Conceição, Linsey M. Utzinger, Emily M. Pisetsky, Eur. Eat. Disorders Rev. 23 (2015) 417–425

Behaviors 22 (2016) 40–45.

https://en.wikipedia.org/wiki/Drunkorexia

What is pregorexia? J. Mathieu, Journal of the American Dietetic Association (2009) 976-979.

Orthorexia Nervosa: an integrative literature review of a lifestyle syndrome. Haman, L., Barker-Ruchti, N., Patriksson, G., Lindgren, International Journal of qualitive studies on Health and Well-being 10 (2015) 1-15.

https://en.wikipedia.org/wiki/Orthorexia_nervosa

https://en.wikipedia.org/wiki/Muscle_dysmorphia