Piano piano ho iniziato a capire perché

Ritiro tutto quello che ho scritto. O meglio. In parte è così ma non proprio: non devo imparare a dire di no, devo imparare a mostrare agli altri i miei veri pensieri, la vera me, per insegnare agli altri come trattarmi, le cose che mi piacciono e quelle che mi fanno stare male. Devo mostrare quello che penso, quello che sono. Non devo dare agli altri quello che penso vorrebbero da me, quello che si aspetterebbero. È questo che mi ha buttato giù: il voler dare una me che non sono io ma che è come la volevano loro. Per paura di farceli rimanere male. PER PAURA DI NON ESSERE ABBASTANZA.
Non lo so, ma forse, quando ho deciso di andare via, di andare a fare un anno all’estero, io l’ho fatto per scappare da qui. Per vedere di trovare qualcuno che mi valorizzasse, per vedere di trovare qualcuno che vedesse “il mondo che c’è in me”. E ce l’avevo fatta. Gli altri lo avevano capito. Poi dopo non volevo più tornare in Italia, perché in Inghilterra mi sentivo capita e avevo paura che tutto questo scomparisse non appena fossi tornata. Non è stato così. Perché io avevo capito il mio potenziale e di conseguenza lo aveva capito anche chi mi stava intorno. E io non c’ero abituata. Nessuno mi aveva mai guardata così.
E la paura mi ha divorata. E sono crollata. In un baratro. Senza fondo. Perché ogni volta che toccavo il punto più basso, poi scoprivo che ce n’era uno ancora più giù.
Dunque, è questo che devo fare. Non devo prendere 30 agli esami perché prendere 97 alla maturità non è stato gratificante quanto vedere come gli altri mi guardavano. Perché io sapevo. Io avevo voglia di fare. Io avevo voglia di vivere una vita che volevo rendere indimenticabile. E non tutto è andato perduto. Devo solo ri-credere in me. Capire, io per prima, che valgo. Lasciarmi indietro quei commenti che magari mi hanno fatto da piccola perché sono passati. Io sono cambiata e di conseguenza la gente ha cambiato il modo di guardarmi. E sta a me insegnare loro come guardarmi. La responsabilità è solo mia. Devo smettere di tenere per me quello che imparo ma con orgoglio devo farlo vedere, mostrarlo al mondo esterno. Come fanno gli altri a capire il mio potenziale se io me lo tengo solo per me?
E una cosa devo ricordarmi: qualsiasi cosa io voglia, la otterrò.
Volevo fare l’Erasmus. E l’ho fatto.
Volevo fare il liceo scientifico. E l’ho fatto.
Volevo fare l’anno all’estero. E l’ho fatto.
Volevo imparare il francese. E l’ho fatto.
Volevo dimagrire… e l’ho fatto.
Si tratta solo di ristabilire l’ordine delle cose. Poi, qualsiasi cosa io voglia, la otterrò. E non è che io voglia vantarmi di questa cosa. No. Si tratta solo di vedere la realtà delle cose. Adesso devo capire cosa voglio mettere dopo quel “voglio”. Senza pensare a cosa vogliono gli altri da me. Ma pensando a quello che io voglio per me.
Forse non sono gli altri a non capire il mio potenziale. Forse sono io a non capirlo.
E di conseguenza come posso aspettarmi che gli altri lo capiscano?
Ma ricordati che “c’è un mondo dentro di te” e che la gente ha bisogno di vedere il mondo con i tuoi occhi.
Quindi esci allo scoperto e completa quel “voglio”.
Poi il resto è già scritto.


