Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Proprio a me

proprio a me associazione acca lucca onlus il blog

La morte è una esperienza della vita.
Lo avrete sentito dire tante volte e nell’epoca dei social siamo abituati a vedere quotidianamente foto di persone che sono morte, spesso non ci facciamo molto caso.
Venerdì mattina io ci ho fatto caso perché quella faccia sul giornale la conoscevo.
Il titolo era dei più comuni: “Ho mal di testa”. Muore in ospedale giovane di 29 anni.
Io la conoscevo quella giovane di 29 anni. Andavamo in palestra insieme, in quella che io consideravo una vita fa, eravamo ragazzine insieme. Un’emorragia celebrale l’ha portata via.
E come succede sempre, sono iniziati i ricordi di parenti e amici, sono iniziati i miei. Ho pensato di non averla mai conosciuta veramente ma che da quel che leggevo dai suoi cari, era esattamente come appariva: buona, solare. Viva.
Il suo fidanzato le ha scritto una lettera d’addio, dicendo che lei si stava rendendo conto di quel che stava succedendo ed ha detto: “non posso credere che stia succedendo proprio a me. Rimani qui”.
‘Non mi lasciare’, è stata la loro ultima preghiera. La loro ultima promessa infranta.
Ed io ho iniziato a ricordare a quante volte ho pensato “non posso credere che stia succedendo proprio a me”, con l’enorme differenza che io avevo la vita davanti a me. Io avevo la possibilità di scegliere la vita.
Mentre eravamo ragazzine insieme e lei riempiva lo spogliatoio dei suoi racconti di serate con le amiche, di ragazzi sbagliati, di piccole paure per la comparsa della cellulite, io mi pesavo costantemente e vivevo nel terrore che la vita perfetta che avevo immaginato, si fosse persa per sempre.
Ed ora il mio ricordo è bidimensionale, quella vita non è più in lei e non è più con me.
Ho sempre pensato che bisognasse lasciare il dolore e il ricordo a chi era vicino ad una persona che non c’è più, eppure oggi ho bisogno di condividere questa storia con voi.
Perché spesso la vita non si può scegliere, non si può trattenere.
E forse alcune persone vanno via così presto per darci modo di porre attenzione ai nostri respiri.
Io non lo so perché alcune cose succedono proprio ad una persona o ad un’altra. Una serie di fattori personali e culturali, forse, hanno scelto per me il disturbo alimentare. Io non l’ho scelto, ma ho scelto di affrontarlo.
Quando Rachele ed io eravamo ragazzine insieme, io ho avuto la possibilità di scegliere la vita.
Scegliete sempre la vita. Chiedete aiuto, fatevi curare.

 

S.