Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

#10yearschallenge

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#10yearschallenge vi dice niente?

È la sfida social del momento che nel giro di pochi giorni ha già fatto milioni di condivisioni, soprattutto su Instagram. Per quei pochi che non ne sono ancora a conoscenza, consiste nel postare un fotoconfronto di voi nel 2009 e nel 2019.

Tralasciamo le polemiche che ne sono venute fuori ed il complottismo che tanto ci è caro, secondo cui non sarebbe altro che un modo per Facebook per migliorare i sistemi di riconoscimento facciale.

Apro parentesi: se fosse così, io direi “geniale” e non “scandaloso”; chiudo parentesi.

Che sia una trovata narcisistica non c’è dubbio; ma signori miei, perché i selfie non lo sono? I social sono lo specchio d’acqua dei nostri tempi!

Ve lo ricordate il mito di Narciso? Voglio raccontarvi la forma lunga della storia, che forse meno conoscete.

Narciso era figlio di una Ninfa che, dopo il parto, si recò da un indovino per conoscere il futuro del bellissimo bambino che aveva messo al mondo. L’oracolo le consigliò di non permettere mai al bambino di conoscere il suo aspetto, perché gli sarebbe stato fatale.

Narciso divenne un ragazzo bellissimo, che non conosceva l’amore, ma di cui tutti s’innamoravano, compresa la ninfa Eco che, respinta dal ragazzo, vagò nei boschi, consumandosi, fino a diventare solo una voce.

La dea della vendetta decise di punire il ragazzo per il suo rifiuto ad Eco, così lo attirò verso uno specchio d’acqua dove s’innamorò della sua immagine riflessa, e morì, annegato, cercando di raggiungere il suo amato.

La conclusione la conoscevate bene, sicuramente. Ma quello che mi piace sottolineare è che Narciso, che non riusciva mai ad innamorarsi di nessuno, quando ha conosciuto se stesso, ha conosciuto l’amore. Senza finire nel patologico, perché non possiamo farlo anche noi? Sono convinta che se imparassimo a conoscerci davvero, a guardarci davvero, potremmo scoprire che in fondo ci piacciamo!

E forse lo specchio d’acqua 2.0 ci può aiutare. Proviamo a prendere questa sfida del #10yearschallenge come una opportunità di guardare a noi stessi come eravamo ed accettare con fierezza come siamo ora. E se per rendercene conto, abbiamo bisogno dello schermo di uno smartphone, ben venga.

Attenzione, però, perché uno specchio riflette solo delle immagini, e spesso anche in modo distorto per troppe variabili oggettive e soggettive di chi le guarda. Non vi sforzate di toccare voi stessi attraverso quello specchio; rischiate di annegare.

10 anni fa è cambiata la mia vita perché iniziava il mio disturbo alimentare.

Oggi posso dire che di strada ne ho fatta tanta.

S.