Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione

  • CARATTERISTICHE COMUNI
  • I disordini alimentari sono diventati nell’ultimo ventennio una vera e propria emergenza per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e di giovani adulti.
    Anoressia e bulimia nervosa sono le manifestazioni più note e frequenti di un ampio spettro di patologie alimentari che compaiono con la maggiore frequenza durante l’adolescenza o la prima età adulta, ma possono anche svilupparsi durante l’infanzia o a volte nella tarda età adulta.
  • STATISTICHE
  • Le donne e le ragazze hanno maggiori probabilità dei maschi di sviluppare un disturbo alimentare, anche se attualmente sempre più uomini si ammalano di queste patologie.
    Oltre alle forme a piena espressione clinica tra il 4% e il 20% delle giovani donne presenta un disturbo alimentare subclinico, in cui cioè sono presenti solamente alcuni dei criteri necessari per fare diagnosi del disturbo.
    Le statistiche ci informano che nel sesso femminile i disturbi dell’alimentazione sono dalle 10 alle 20 volte più frequenti che nel sesso maschile. Varie ipotesi sono state fatte a riguardo, la maggior parte delle quali prende in considerazione aspetti psicologici e sociali.
  • ASPETTI SOCIOCULTURALI
  • Da un punto di vista sociale e culturale mai come in questo momento l’identità femminile è risultata vulnerabile, soprattutto nelle fasi di transizione verso l’età adulta, durante la quale i cambiamenti corporei impongono un’ulteriore impegno psicologico nella ridefinizione del sé.
    I mass media, complice l’industria della moda, propongono la magrezza del corpo femminile non solo come ideale estetico ma anche come sinonimo di forza, sicurezza e determinazione. Tale ideale non viene proposto come irraggiungibile, alimentando la convinzione che attraverso l’autodisciplina sia possibile dominare il corpo.
  • EZIOLOGIA
  • Non esiste un singolo agente eziologico dei disturbi dell’alimentazione la cui genesi, come quella di gran parte dei disturbi psichiatrici, è da identificarsi in un modello multifattoriale, con componenti genetiche, biologiche, psicologiche, ambientali.
    Possiamo tuttavia distinguere tre ordini di fattori che intervengono in fasi diverse della storia naturale della patologia.
    • - Fattori di vulnerabilità
    • Ovvero una predisposizione allo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione, che possono comprendere caratteristiche di personalità (perfezionismo, scarsa autostima), la presenza di disturbi psicologici (depressione, abuso di sostanze), la presenza di sovrappeso e il ricorso a frequenti diete, una predisposizione familiare allo sviluppo di depressione o disturbi dell’alimentazione.
    • - Fattori scatenanti
    • Su una vulnerabilità al disturbo possono poi intervenire fattori scatenanti come eventi di perdita o di separazione, un’esperienza traumatica o, il più delle volte, il verificarsi di eventi comuni nell’adolescenza come l’inizio o la fine di una relazione sentimentale, la necessità di integrazione nel gruppo dei pari, gli impegni di studio che funzionano da trigger per lo sviluppo del disturbo. Può essere presente la sensazione di essere sottoposti a un eccesso di pressione e di aspettativa da parte di amici o familiari, o al contrario di essere fortemente trascurati dai propri genitori, il sentirsi oggetto di derisione per la propria forma fisica o di non poter raggiungere i risultati desiderati per problemi di peso e apparenza.
      In alcuni casi non si evidenziano eventi scatenanti particolari. In conclusione la via comune per lo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione risulta essere una ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica, del proprio peso e corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esso.
    • - Fattori di mantenimento
    • In una fase successiva, indipendentemente dai motivi che hanno determinato la sua insorgenza, il disturbo può stabilizzarsi o risolversi.
      Tra i fattori di mantenimento vi sono le condotte di compenso come ad esempio il vomito autoindotto e l’uso di lassativi, oppure l’elevata restrizione alimentare presente nell’anoressia che può peggiorare l’irritabilità, la depressione e l’insoddisfazione corporea. A volte anche la reazione dell’ambiente circostante e della famiglia possono contribuire al mantenimento del disturbo.
  • CONSEGUENZE
  • Gli effetti dei disordini alimentari sono molto pesanti, sia sotto il profilo fisico che quello psicologico. Dal punto di vista fisico, gli effetti della malnutrizione comportano danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, disidratazione, danneggiamento di gengive e denti, seri danni cardiaci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, danni al sistema osseo con accresciuta probabilità di fratture e di osteoporosi, blocco della crescita, emorragie interne, ipotermia.
    Le ripercussioni psicologiche, invece, comportano depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa, difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, difficoltà nel funzionamento lavorativo.
  • DECORSO
  • I disturbi dell’alimentazione hanno generalmente una storia naturale caratterizzata da fasi di miglioramento e di ricadute. Al fine di modificarne positivamente il decorso è essenziale una diagnosi e un intervento terapeutico precoce. Tra fattori che depongono per una buona risposta alla terapia vi sono infatti una breve durata di malattia prima del trattamento, l’inizio del disturbo in età adolescenziale, l’assenza di condotte di eliminazione, l’assenza di disturbi psichiatrici in comorbilità, in particolare disturbi di personalità e dipendenza da sostanze.

Anoressia Nervosa

  • È caratterizzata da:
  • 1. Restrizione dell’assunzione di calorie in relazione alle necessità, che porta a un peso corporeo significativamente basso
  • 2. Intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi
  • 3. Eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima
  • Si distinguono inoltre i due seguenti sottotipi:
    • - Tipo con restrizioni alimentari
    • - Tipo con abbuffate/condotte di eliminazione
  • Spesso una persona con anoressia nervosa comincia con l’evitare tutti i cibi ritenuti grassi e a concentrarsi su alimenti poco calorici, con una attenzione ossessiva al contenuto calorico e alla composizione dei cibi e alla bilancia. Frequentemente i pasti vengono evitati o consumati con estrema lentezza, rimuginando a lungo su ogni boccone ingerito. Il corpo viene percepito e vissuto in modo alterato, con un eccesso di attenzione alla forma e con il rifiuto frequente ad ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. Può essere presente iperattività fisica effettuata non solo al fine di perdere peso ma anche a scopo compensatorio dopo un episodio di abbuffata.
    Nelle ragazze, invece, uno dei segni più classici è l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi successivi, segno che non è ovviamente presente in giovani adolescenti che ancora non abbiano avuto il menarca o nelle ragazze che prendono la pillola anticoncezionale.

Bulimia Nervosa

  • È caratterizzata da:
  • 1. Ricorrenti episodi di abbuffata accompagnati dalla sensazione di perdere il controllo durante l’atto di mangiare
  • 2. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva
  • 3. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso del corpo
  • Gli episodi di abbuffata sono in genere accompagnati da vissuti di vergogna e di colpa e sono seguiti da condotte compensatorie. Il vomito autoindotto, se presente, alla lunga può essere ottenuto senza stimolazione meccanica. La quantità di cibo introdotto con un’abbuffata è variabile e talvolta risulta cmplesso distinguere un’abbuffata oggettiva, così come viene descritta nei criteri diagnostici, da un’abbuffata soggettiva.
    In ogni caso risulta invariabilmente presente la sensazione di perdita di controllo che accompagna l’atto di mangiare. I cibi scelti sono spesso ipercalorici, spesso sono gli stessi cibi che vengono totalmente eliminati dalla dieta nelle fasi tra un’abbuffata e un’altra. Spesso nelle bulimiche l’insoddisfazione per il proprio corpo è più accentuata che nelle pazienti anoressiche. Il sintomo bulimico è spesso taciuto perché connesso a sentimenti di disgusto di sé e di vergogna.
    Per questo stesso motivo le pazienti bulimiche tendono a rivolgersi ad un medico in una fase più avanzata del disturbo rispetto alle pazienti anoressiche. Una persona bulimica può essere di peso normale, sottopeso o sovrappeso.

Disturbo da Alimentazione Incontrollata
(Binge Eating Disorder)

  • È caratterizzata da:
  • 1. Ricorrenti episodi di abbuffate accompagnati dalla sensazione di perdere il controllo
  • 2. Gli episodi di abbuffata sono associati a tre (o più) dei seguenti aspetti:
    • a. Mangiare molto più rapidamente del normale.
    • b. Mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni.
    • c. Mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati.
    • d. Mangiare da soli perché a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando.
    • e. Sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o assai in colpa dopo l’episodio.
  • 3. L’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa
  • Il disturbo da alimentazione incontrollata (BED) è un disturbo alimentare spesso correlato a sovrappeso e obesità ed è il secondo disturbo psichiatrico dopo la depressione maggiore in pazienti candidati alla chirurgia bariatrica. Il disturbo è caratterizzato dalla presenza di abbuffate oggettive durante le quali vengono consumate grandi quantità di cibo e dalla sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare (ad esempio sentire che non ci si può astenere dall’abbuffarsi oppure non riuscire a fermarsi una volta iniziato a mangiare). A differenza della bulimia nel disturbo da alimentazione incontrollata le abbuffate non sono seguite da comportamenti di compenso come il vomito, l’uso di lassativi o di diuretici. Chi soffre di disturbo d alimentazione incontrollata percepisce un grande disagio durante le abbuffate e spesso all’abbuffata segue una forte flessione dell’umore, disgusto verso di sé, vergogna, mancanza di autostima e di autoefficacia.
    Una certa letteratura in merito valuta il disturbo da alimentazione incontrollata come una sindrome che può essere effetto di una modalità di reazione a stati emotivi ed eventi di vita. Alla base vi sarebbe una suscettibilità emotiva nei soggetti con BED che giustifica il comportamento alimentare incontrollato che tenderebbe ad assumere una funzionalità specifica nel soggetto affetto, ovvero rispondere con l’atto alimentare a stati emotivi non gestibili o addirittura non riconosciuti. Il fenomeno dell’emotional eating, definibile come la tendenza a mangiare in risposta a disagio emotivo o eventi di vita stressanti sarebbe un modo per eliminare emozioni negative come rabbia, paura, noia, tristezza e solitudine.

I nuovi disturbi alimentari

  • DRUNKORESSIA
  • Drunkoressia, dall’inglese “drunk” ovvero ubriaco, è un termine colloquiale che denota generalmente il ricorso a metodi estremi di controllo del peso (digiuno, esercizio fisico, vomito) come uno strumento compensatorio in vista di un abuso di alcol programmato.
    Questo disordine è associato sia a comportamenti alimentari patologici che a forme di abuso di alcol (per es. binge drinking), entrambi presenti nella popolazione dei giovani, per lo più studenti universitari, sia donne sia uomini.
    Il ricorso a diete estreme, fino al digiuno può essere riconducibile a varie motivazioni: prevenire l’aumento di peso, intossicarsi con l’alcol più velocemente, o anche risparmiare soldi da spendere poi per l’alcol. Riguardo l’esercizio fisico strenuo ci sono delle differenze in base al genere, che vedono le donne per lo più dedite a regolare esercizio fisico prima del consumo di alcol per prevenire l’aumento di peso o dopo per bruciare via le calorie velocemente.
  • ORTORESSIA
  • L’ortoressia è definita come una estrema o eccessiva preoccupazione riguardo il mangiare cibi ritenuti salutari, gli individui interessati restringeranno la loro dieta solo ad alimenti considerati sani e puri. È una modalità di comportamento molto perfezionistica; la persona sta molto attenta a quello che mangia, alla qualità e alla quantità di cibo, e passa gran parte del suo tempo pensando al cibo, progettando cosa mangiare e preparando cibi molto sani.
    Questo comportamento può portare a conseguenze morbose, come isolamento sociale, ansia, perdita dell’abilità di mangiare in modo naturale e intuitivo, ridotto interesse per tutte le altre attività umane salutari, e, in rari casi fino anche a malnutrizione.
    Fin dall’inizio degli anni 2000 ha guadagnato sempre più attenzione sia da parte dei media che nella comunità scientifica, che si interroga se debba essere considerata un disturbo, una dipendenza comportamentale o una modalità di dieta estrema. Attualmente non è riconosciuta come patologia dal DSM-5 ed è ritenuta solo un tratto personologico.
  • BIGORESSIA
  • La bigoressia, conosciuta anche come megaressia, anoressia inversa o dismorfismo muscolare, è un sottotipo di disturbo da dismorfismo corporeo, ma è spesso raggruppato con i disturbi alimentari.
    Il dismorfismo muscolare interessa per lo più gli uomini, in particolare gli atleti, e si caratterizza come un’ossessiva preoccupazione, veicolata da credenze esagerate o deliranti, che il proprio corpo sia troppo piccolo, troppo magro, poco muscoloso o insufficientemente snello, anche se in molti casi il corpo dell’individuo interessato è normale o addirittura già molto muscoloso.
    La fissazione disturbata sull’aumento della massa corporea sfocia nel dedicare molto tempo e attenzione a esercizio fisico, regimi alimentari e supplementi nutrizionali, in particolare è spesso associata all’uso di steroidi anabolizzanti.
    Il dismorfismo muscolare è anche stato chiamato “complesso di Adone”, che contiene però preoccupazioni più ampie riguardo l’immagine corporea maschile, ma che allo stesso modo ha visto la sua incidenza aumentare a causa della recente popolarizzazione di ideali culturali estremi riguardo i corpi maschili. Le preoccupazioni riguardo la massa muscolare del corpo sono estremamente pervasive e provocano assenze da scuola, lavoro e vita sociale; il tasso di tentativi di suicidio, rispetto ad altri disturbi dismorfici, può essere particolarmente alto.
    Anche se è paragonato all’anoressia nervosa per le donne, il dismorfismo muscolare è per lo più sconosciuto e difficile da individuare, anche a causa del fatto che gli uomini che la sperimentano tipicamente appaiono in salute agli altri. Da alcune stime, il 10% degli uomini che vanno regolarmente in palestra sperimenta il dismorfismo muscolare.
  • PREGORESSIA
  • Dall’inglese pregnancy cioè gravidanza, fa riferimento alle donne incinte che riducono l’apporto calorico o fanno esercizio fisico per controllare l’aumento di peso, fisiologico, della gravidanza.
    Il rischio più grande è ovviamente per il feto, che a causa della scarsa nutrizione va incontro a esiti negativi; ci sono specifiche caratteristiche individuali che aumentano il rischio di questo disordine: una storia personale di disordini alimentari, attenzione eccessiva al conteggio delle calorie, eccessiva preoccupazione più per la forma corporea che per la salute, debole sistema di supporto, parlare della gravidanza come se non fosse reale.

Riferimenti

  • - DSM-5 Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, American Psychiatrc Association, 2013
  • - Anoressia & Bulimia, Guida pratica per genitori, insegnanti e amici, A Favaro, P Santonastaso, Positive Press, 2004
  • - Alle mie pazienti dico... Informazione e auto aiuto per superare i disturbi dell’alimentazione, R Dalle Grave, Positive Press 2009
  • - Eating disorders and problematic eating behaviours before and after bariatric surgery, characterization assessment and association with treatment outcames, Eva M. Conceição, Linsey M. Utzinger, Emily M. Pisetsky, Eur. Eat. Disorders Rev. 23 (2015) 417–425
  • - Is “drunkorexia” an eating disorder, substance use disorder, or both? T.K. Hunt & K.T. Forbush, Eating Behaviors 22 (2016) 40–45
  • - Drunkorexia - Wikipedia
  • - What is pregorexia? J. Mathieu, Journal of the American Dietetic Association (2009) 976-979
  • - Orthorexia Nervosa: an integrative literature review of a lifestyle syndrome. Haman, L., Barker-Ruchti, N., Patriksson, G., Lindgren, International Journal of qualitive studies on Health and Well-being 10 (2015) 1-15
  • - Orthorexia Nervosa - Wikipedia
  • - Muscle Dysmorphia - Wikipedia