Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Bikini blues

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Avete mai sentito parlare di Bikini blues?
No, non è un genere musicale tanto meno una playlist di Spotify da ascoltare sulla spiaggia, ma è la famigerata “ansia da prova costume”.
Se vi ricordate, avevamo già parlato del significato di “blue”, in relazione al Blue Monday, di questo stato di tristezza e angoscia che rappresenta. Ho da poco scoperto che, quando è associato alla parola “bikini”, indica la frustrazione, ansia e insoddisfazione per il proprio corpo che colpisce soprattutto le donne in estate.
Molti di voi saranno già partiti per le vacanze o saranno in procinto di farlo; quindi mi chiedo, come vi sentite all’idea di mettervi in costume?
Io, come già vi dicevo, non sono molto a mio agio, e, complice l’imminenza del mio 30esimo compleanno, ho optato per un costume intero.
Ma pensiamoci insieme: è giusto sentirsi così a disagio con il proprio corpo? Cosa temiamo? Il giudizio altrui o il senso d’inadeguatezza?
Quando ho letto un articolo che parlava di questo bikini blue, sono stata sollevata di leggere solo elencato il “disagio” e non la “vergogna”. Forse un errore di traduzione del giornalista, non lo so, ma spero che non proviate mai vergogna di voi stessi.
Io mi vergognavo e credo che questo tremendo sentimento sia stata una delle cause che mi ha portato gradualmente a smettere di mangiare.
L’estate dovrebbe essere la stagione del divertimento, del gelato, delle granite, dei giochi in spiaggia, delle passeggiate.
Io sono meridionale, ormai lo sapete, e uno degli stereotipi più veri che ci sia su di noi è quello che ci vuole andare in spiaggia con tutta la famiglia e le borse termiche piene di ogni ben di Dio. Senza dimenticare il cocomero immerso nell’acqua, sulla riva.
Non mi è capitato tante volte di vivere questa situazione ma vi posso dire che è bellissima! C’è cura, preparazione, convivialità.
Al sud il cibo è tutte queste cose, è amore. Vi invito a leggere le parole di uno scrittore, un antropologo calabrese, Vito Teti che racconta di come, nella nostra cultura, il cibo creasse legami, unione, a differenza di ciò che accade oggi.
Con questa bella lettura, vi auguro una buona estate. Io torno in Calabria e spero che possiate godervi una passeggiata in spiaggia o un gelato con gli amici senza tristezza né senso di colpa.
Ci rileggiamo a settembre!
Ecco l’articolo!
S.