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Non c’è più religione!

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I vip sono gli dei del nostro tempo.
Più o meno fedelmente, così si sente in un film, interpretato da Hugh Grant, di qualche anno fa.
E forse era vero prima dell’avvento di Instagram, perché nessuno nell’antica Grecia si sarebbe mai sognato di dare a Zeus del “panzone”. Tanto meno di dire ad Afrodite che non poteva andare più in giro nuda perché è una mamma.
Vi sembrerà una estremizzazione ma è ciò che quotidianamente succede a personaggi più o meno famosi, più o meno seguiti.
Ultima vittima: Jason Momoa.
Aquaman o Khal Drago, se preferite.
L’attore è venuto in vacanza nel nostro Paese con la sua famiglia ed ha postato sui social una foto in cui appare in costume e con un addome rilassato che non mostra la sua iconica tartaruga. Sotto la foto sono comparsi i commenti più sgradevoli ed offensivi che potete immaginare.
Non mi piacciono quelle giustificazioni del tipo: se sei un personaggio pubblico devi accettare le critiche. E non mi piacciono perché tra critica ed offesa c’è una differenza abissale. Se cercate sul vocabolario i 2 termini, scoprirete che il primo vuol dire “l’arte di giudicare secondo i criteri del vero e del bello”, mentre il secondo vuol dire letteralmente “colpire”.
Non vi nascondo che ho sempre dei grossi problemi ad accettare un concetto come quello di giudicare perché, sarà colpa della mia formazione, ma penso al giudice come a qualcuno di competente, terzo ed imparziale. Ma Instagram non è un tribunale, e il pubblico non è sicuramente competente, potrebbe essere terzo e forse imparziale. Il pubblico determina sicuramente il successo di un personaggio, ma si parla di gradimento e non di giudizio. E il gradimento è per sua natura personale, quindi di parte.
Offendere, cioè colpire, è intollerabile, oltre che gratuito.
Penso che seguiamo così tanto i personaggi famosi perché spesso fanno la vita che vorremmo, e hanno la bellezza che vorremmo per noi. Quest fa sì che non possano diventare normali perché deluderebbero le nostre aspettative. Se io seguo Jason Momoa, questo gigante statuario, perché per me incarna la perfezione, nel momento in cui lui ingrassa, sta tradendo la mia aspettativa, sta distruggendo il mio ideale. Perciò posso sentirmi arrabbiato, in qualche modo ferito quindi reagire colpendolo.
Non sarebbe meglio pensare che lui è un uomo, e che fuori dal set è libero di bere, mangiare e fare la sua vita, senza dover niente a chi lo segue? E non è più gratificante porsi un obiettivo di miglioramento della propria vita e perseguirlo direttamente e non per interposta persona?
Ricordiamoci che tanto Aquaman quanto Khalo Drago sono personaggi di fantasia, ruoli interpretati, e se fossero veri, sarebbero creature non umane. Jason Momoa è un uomo, come tutti gli altri vip che quotidianamente seguiamo, e spero che sia abbastanza forte da non lasciarsi ferire dalle offese che gli sono state rivolte.
La tartaruga addominale è immutevole solo sulla pellicola di un film.
S.