Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Maestri d’eleganza

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Mentre scrivo queste parole, probabilmente molti di voi stanno ascoltando al telegiornale che Andrea Camilleri, il “padre” del Commissario Montalbano, è stato ricoverato in ospedale per un arresto cardiaco.
La mia casa è piena dei suoi libri. Mi piacciono i romanzi che non fanno parte della saga di Montalbano; mi hanno spesso chiesto il perché, credendo che fossero le frasi in siciliano a disturbarmi nella lettura. In realtà no: mi piace immaginare quel che leggo e non mi piace avere già un’immagine precostituita che viene dall’esterno. E scusatemi, ma per me Salvo Montalbano avrà sempre il volto e la voce di Zingaretti!
Camilleri mi ha insegnato l’eleganza molto prima di Armani e di Saint Laurent. In un romanzo, in particolare, “Il tailleur grigio”.
Ho comprato questo libro tanto tempo fa e credo di averne dimenticato anche la trama ma non una scena. Non quella descrizione: Camilleri racconta di questa donna bellissima, che aveva un suo rituale di bellezza, la “toeletta”, che era fatto di gesti lenti, sensuali. Nessuno dei suoi amanti vi poteva assistere, tranne suo marito; e questa intimità era forte, discreta. Elegante!
Il marito restava a guardarla e ne provava una soddisfazione maggiore di qualsiasi amplesso.
Ho sognato di essere quella donna. Non ricordo se nel libro la’autore descrivesse la fisicità della donna. Io ero in un periodo della mia vita in cui ero convinta che avrei potuto avere quella eleganza solo se fossi diventata molto molto magra.
Pensateci bene, le donne che vengono considerate emblema di eleganza sono tutte molto sottili: Audrey Hupburn e Grace Kelly, ad esempio.
In un altro libro, “Pensione Eva”, racconta di un bordello della seconda guerra mondiale in cui giovani ragazzi scoprivano il piacere. Mentre leggevo, immaginavo le donne che lavoravano nella casa chiusa come burrose, formose, volgari. Erano come mi vedevo e mi sentivo io.
A distanza di anni, però, devo ammettere che non ricordo assolutamente se così fossero descritte.
Ho scelto io cosa immaginare.
Ho attribuito a Camilleri il giudizio negativo che avevo nei confronti del mio corpo, la mia paura di essere volgare ed il mio desiderio di essere elegante. La grandezza dei suoi libri probabilmente è proprio questa: permettere al lettore di arricchire la storia con la propria vita, con le proprie convinzioni, con le proprie paure.
Camilleri ha ora 94 anni; è cieco da tempo ed è vissuto tra guerra e arte. Se facciamo tutti tanta fatica a lasciarlo andare via è perché abbiamo bisogno di qualcuno che continui ad insegnarci l’eleganza. Un’eleganza che fa dimenticare la forma di un corpo ma ne lascia solo bellezza.

S.