Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Il marito immaginario

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Attenzione: la riflessione di oggi ha la presunzione di essere molto ironica.. ma non troppo!
Che settimana, amici, ci siamo lasciati alle spalle; una settimana con il fiato sospeso dall’atroce dubbio su ciò che è reale e ciò che non lo è.
“tutto ciò che è reale è razionale, e tu ciò che è razionale è reale” diceva Hegel.
Eppure la nostra razionalità è stata molto distratta dalla surreale vicenda del Prati Gate.
Siamo italiani, signori miei; amiamo la commedia!
Vi chiederete cosa c’entra questo con i disturbi alimentari… in realtà niente ed onestamente non conosco nemmeno i dettagli della questione, ma mi ha dato la possibilità di riflettere.
Pensavo che l’amico immaginario si dileguasse nella prima infanzia ma mi son dovuta ricredere: in età adulta compare il marito immaginario.
In entrambi i casi, queste figure rispondono ad un bisogno affettivo, a non sentire la solitudine, a riempire un vuoto. Onestamente non so quanto possa essere patologica questa cosa, ammesso e non concesso che la protagonista della storia provasse veramente delle sensazioni, delle emozioni.
Se le ha provate, allora non è vero che ciò che è razionale è reale; è reale ciò che noi sentiamo come tale.
Quando si soffre di un disturbo alimentare, tutte le sensazioni che sentiamo ci sembrano vere. Ci sembra reale l’immagine di una donna grassa riflessa in uno specchio. Ci sembra reale poter controllare la fame. Crediamo che il cibo possa calmare la nostra inquietudine.
Il disturbo alimentare è un truffatore, un bugiardo. Gli crediamo perché in quel momento dà una risposta immediata ad un nostro bisogno; diventa funzionale, ed è per questo che è così difficile capire che invece ci sta uccidendo.
Lungi da me la volontà di banalizzare, le bugie sono sempre molto pericolose, anche se ci illudono di aiutarci a gestire i problemi.
Pensate a quante storie sentiamo alla televisione di persone che dicono ai genitori di aver fatto tutti gli esami e continuano in questa bugia finché il giorno della tanto attesa laurea sanno che verranno scoperti.
Ognuno di noi ha avuto un “marito immaginario” a cui ha creduto fortemente. È umano: è spirito di sopravvivenza.
Ma spesso la nostra mente mente.
E la verità può essere meno spaventosa della più grossa bugia.
S.