Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Not shame

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Lo scorso sabato ho partecipato all’assemblea annuale dei soci di Consultanoi, l’associazione di associazioni composte da familiari ed ex pazienti, di cui anche Acca Lucca fa parte.
È stata una giornata molto interessante e costruttiva, come tutte quelle in cui si scambiano idee ed esperienze.
Durante il viaggio di ritorno, ho pensato a molte di queste esperienze, in particolare ad una di loro ed al significato dell’espressione “vita straordinaria”.
Cos’è una vita ordinaria?
Nel caso specifico, forse, una vita senza disturbo alimentare. Ma, sapete, non è così raro come si possa pensare ammalarsi di un disturbo alimentare.
Allo stato attuale è difficile avere dei dati precisi perché spesso è difficile riconoscere e diagnosticare la malattia, ed ancora troppe persone faticano a rivolgersi a professionisti o associazioni per chiedere aiuto.
Forse, la vita straordinaria è quella di chi decide di guarire e poi di “metterci la faccia”.
Abbiamo parlato anche di questo durante l’assemblea, di come sia difficile reperire fondi e fare informazione perché in pochi vogliono metterci la faccia.
C’è un grande senso di vergogna dietro al soffrire di queste patologie, c’è un senso di colpa. Altre volte vi ho raccontato del mio senso di vergogna e di colpa.
Una mamma ieri diceva che è difficile anche per i genitori parlare del problema dei loro figli perché si sentono responsabili. I pazienti si vergognano perché non pensano che le loro azioni sono dettate da una malattia, e se lo pensano, hanno la paura di parlare di “malattia mentale”.
Non è come avere il diabete o un tumore. Nessuno si vergogna di avere un tumore. Ma per i disturbi alimentari è diverso.
Perché la “malattia mentale” fa paura, fa pensare ai “pazzi”, a persone pericolose e da tenere a distanza. E non pensate che sia un problema culturale solo italiano; se seguite le vicende della casa reale inglese, saprete che William e Kate si battono molto per abbattere lo stigma delle malattie mentali.
Non ho soluzioni né chiavi di lettura. Penso si possa solo continuare a fare informazione.

S.