Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

La rondine e la tartaruga

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Ciao a tutti! Come avete trascorso questi giorni di festa?

Io sono stata a casa mia, in Calabria. È stato molto stressante ma è sempre bello tornare a casa.

Se siete fuorisede, lo siete stati o comunque vivete in un posto diverso da quello in cui siete cresciuti, conoscerete bene la difficoltà di definire la “casa”.

Qualche tempo fa ho parlato di questo argomento con una mia carissima amica scozzese che, come me, ha cambiato “casa” diverse volte. Mi ha detto che lei si sente come una rondine che migra continuamente, fatica a costrruire il suo nido, meticolosamente, cercando foglie e rametti, ma che poi, inevitabilmente riparte, lasciando un nido vuoto.

Io, invece, mi sento più come una tartaruga marina che la casa la porta sulle sue spalle, viaggia migliaia di km nell’oceano, cercando di crescere e di non rimanere impigliata nelle reti dei pescatori, con il pensiero sempre rivolto alla “casa” d’origine e con il desiderio di ritornare lì dove l’acqua sembrava più calda.

Pochissime tartatughe marine riescono a tornare a casa, lo sapevate? Mi piace questa immagine della tartaruga marina. Credo possa aiutarmi a spiegare anche a chi non ha mai sofferto di disturbi alimentari, di come ci si sente una volta guariti.

La rondine dà l’idea della leggerezza, di ali forti che possono portare lontano, in alto.

La tartaruga porta sulle spalle un peso, una zavorra, che è difficile da sostenere. Ci da la sensazione che sia il guscio a rallentare il suo passo.

La tartaruga, per antonomasia, è simbolo della lentezza.

E forse è anche vero, non lo so. Bisognerebbe chiederlo a qualcuno competente.

Ma è vero anche che la calotta che porta sulle spalle è uno scudo, una protezione.

Lo stesso è guarire da un disturbo alimentare: portiamo sulle spalle un peso che ci ha spesso rallentato nel corso della vita, ma è il peso dell’essere noi stessi, di esserci conosciuti ed accettati. È lo scudo dell’aver imparato a volerci bene.

C’è un famosissimo aforisma attribuito allo scrittore Jim Roth che dice “Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere”.

E forse è proprio questa la casa: noi stessi, il nostro corpo.

È sempre bello tornare a casa laddove vuol dire, allora, tornare ad amare noi stessi.

 

S.