Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Sono fighissima!

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Sabato mattina, come vi avevamo annunciato sui nostri canali, si è tenuta la Conferenza Benessere Donna, che ogni anno la Ego Wellness Resort organizza durante il mese di marzo, dedicato alle donne e che ha viso la nostra collaborazione per il secondo anno consecutivo.

Il tema era “L’esercito del selfie. La percezione del corpo ai tempi dei social media”. Per ACCA Lucca sono intervenute la dottoressa Aletti e la dottoressa Martinelli con un intervento combinato che ha messo in evidenza come il sentirsi insoddisfatti del proprio corpo, avendo come paragone ed obiettivo modelli di bellezza irragiungibili, rischi di trasformarsi in un disturbo alimentare. Poi la dottoressa Giannini ha letto una lettera molto toccante di un familiare di una paziente affetta da disturbo alimentare, che potrete leggere presto nella sezione Testimonianze di questo sito.

Non voglio raccontarvi nel dettaglio della conferenza ma condividere con voi la riflessione che ha stimolato in me una parte dell’intervento della dottoressa Martinelli.

Come sapete, la fotografia nasce quasi a metà dello ‘800 e vede la sua grande diffusione solo nel secolo successivo; prima di allora, l’immagine delle persone veniva immortalata nei ritratti.

Ripercorrendo i vari modelli di bellezza nel corso dei secoli, la dottoressa ha posto l’attenzione su alcune opere d’arte, una tra queste era la Venere di Urbino di Tiziano.

Se non l’avete mai vista, sappiate che merita la visita agli Uffizi.

La slide che ci è stata proposta, presentava solo un particolare in evidenza: il ventre morbido della donna. La Dottoressa ha chiesto all’uditorio di alzare la mano se qualcuno avesse mai pubblicato sui social una sua foto con la pancia in evidenza. Come immaginerete, nessuno ha alzato la mano.

Allora la dottoressa ha allargato l’immagine, mostrando la figura intera, invitando tutti a guardare lo sguardo della ragazza che sembrava dire “Guardami, sono fighissima!”.

Ho sorriso! Mi è piaciuta davvero tanto questa suggestione!

Ho pensato che in quello sguardo fosse racchiuso il concetto di femminilità e l’essenza stessa della seduzione.

Come suggerivano le dottoresse sabato, quando ci guardiamo allo specchio, non vediamo realmente la nostra immagine ma qualcosa che è frutto di quello che pensiamo del nostro corpo, di quello che vorremmo essere e del giudizio che crediamo gli altri abbiano di noi.

Quando qualcuno ci guarda o ci ritrae, non abbiamo potere su quello che vedrà o penserà; eppure inevitabilmente lo influenziamo con l’idea che abbiamo di noi stessi. Perciò quello sguardo seduce, perché ci convince; ci porta a dire: “è vero, sei fighissima! “.

Mi è tornata in mente la scena di Titanic in cui Rose si fa ritrarre nuda, “come le modelle francesi” a cui Jake era abituato. Mi è venuto in mente il primo piano dello sguardo di quella nobile ragazza che senza bustini né altre costrizioni, né paure né pudori, né giudizio, si mostra per com’è, nel chiaro intento di sedurre il pittore.

È questo il modello di bellezza al quale dovremmo aspirare: ad una bellezza fiera di un ventre morbido o di fianchi larghi, ad una bellezza senza canoni da seguire ma sicura e ricca della seduzione dell’essere se stessi.

 

S.