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Casta Diva

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Mi sono di recente imbattuta in un’intervista a Pasolini sul suo film “Medea”, del 1969.

Non lo conoscevo affatto, non l’ho mai visto. E non sapevo che è stato interpretato da Maria Callas.

Il soprano più famoso della storia, la “divina” per antonomasia.

Ho fatto una piccola ricerca per saperne di più e ho trovato una video intervista proprio alla Callas nella quale, dopo le domande sul film, il giornalista le chiedeva se potesse farle una domanda indiscreta. Lei rispose di no, visibilmente in difficoltà.

Era il 1969 e il grande amore di Maria, Aristotele Onassis, aveva appena sposato Jackie Kennedy, perciò era facile immaginare che la domanda riguardasse la sua vita privata, invece il giornalista le chiese: “quanto pesa?”.

“Che domanda stupida”, penserete. E l’ho pensato anch’io, ma è una domanda che ha un perché.

Maria Callas, all’inizio della sua carriera, pesava più di cento chili. Sentiva che il suo corpo stonava con la sua bellissima voce. Si racconta che un giorno una famosissima sarta dell’epoca disse di lei: «Se dovessi mettermi a vestire una donna come lei diventerei pazza, è talmente spropositamente grassa che qualunque cosa indossi non può donarle. Non potremmo rendere onore al protagonismo di una donna talmente affascinante, se prima la signora non perdesse qualche chilo» .

Era il 1951 e nel giro di pochissimo tempo, Maria Callas perse quasi 50 kg, diventando simile a quello che era il suo modello di bellezza: Audrey Hapburn.

La Callas stava per diventare una diva, eppure, come tutte le donne comuni, aveva un modello a cui aspirare, e si era sentita bloccata nel e dal suo stesso aspetto fisico.

Quando la cantante greca divenne famosa, iniziarono a girare tutta una serie di storie sul suo dimagrimento: si diceva avesse ingerite la tenia (cd verme solitario) insieme ad un bicchiere di champagne o che avesse fatto delle punture per alterare le funzioni della tiroide.

Non ha mai smentito nessuna di quelle voci. Forse non le interessava farlo o forse lo trovava divertente. Non lo so. Ormai aveva il corpo che voleva.

In Italia ha debuttato nel 1948 con la Norma di Bellin, un’opera che ricorda molto la Medea, nella trama. Entrambe raccontano di una donna che ha amato con tutta se stessa un uomo che ha poi preferito un’altra a lei. L’ironia della sorte!

E chissà se Maria Callas ha mai saputo che ogni volta che ha cantato “Casta Diva” (tratto proprio dalla Norma, ndr), durante tutta la sua carriera, con la mano sul petto e gli occhi chiusi, nessuno si è mai chiesto “quanto pesa?”.

S.