Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

La tua parte imperfetta

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Conoscete Massimo Recalcati?

È uno psicanalista e scrittore, che forse avrete visto su Rai 3 condurre delle brevi lezioni intitolate “Lessico Famigliare”. A me piace molto il suo modo di scrivere ed è proprio suo uno dei libri che mi ha condizionato nella vita, “Il segreto del figlio”.

Non è di questo, però, che volevo parlarvi ma di un piccolo video che ho visto lo scorso giovedì, a San Valentino.

In questo filmato dice che amare significa amare tutto di chi si ama, i dettagli, i difetti. E dice ancora che “gli amori ideali non durano il tempo di una notte”, durano solo quelli che si legano alle imperfezioni.

Non vi sembrerà nuovo, sicuramente. In qualche canzone si diceva “ci si innamora di una imperfezione”.

E se ci pensate è proprio l’imperfezione a renderci unici, a determinare il perché l’amante ami proprio l’amato piuttosto che un altro. La letteratura è piena di storie in cui abbiamo fatto il tifo per il pretendente più improbabile.

Eppure, se penso a me, al mio personalissimo romanzo di formazione, non ho fatto altro che rincorrere la perfezione. Tante volte, parlando del mio disturbo alimentare, ho detto: “volevo solo essere perfetta”.

Pensavo che se fossi stata perfetta avrei meritato una vita altrettanto perfetta, senza intoppi, senza problemi, e che avrei meritato l’affetto degli altri. Avrei meritato la mia stima.

E c’è stato un momento in cui la malattia mi aveva convinto che ci ero riuscita, salvo poi ritrovarmi in mezzo alle macerie di una vita stravolta.

Se solo avessi saputo innamorarmi delle mie imperfezioni.

Se solo avessi visto nelle mie imperfezioni la mia bellezza.

Se solo avessi saputo che tutto questo non aveva niente a che fare con il mio peso.

Ho la presunzione di essere un cattivo esempio e non so come si possa fare ad innamorarsi di se stessi, ma penso che la scintilla si accenda nel momento in cui si riesce a non vedere una colpa nelle imperfezioni ma un dettaglio che fa la differenza.

S.