Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Scandalosamente Queen

scandalosamente queen associazione acca lucca onlus
Ciao, sono Simona e sono una delle 12 milioni di persone che è andata al cinema a vedere “Bohemian Rhapsody” e che da quel giorno non fa altro che leggere recensioni in tutte le lingue possibili, vedere video ed interviste.
Sono nata nel 1989, quando Freddie Mercury è morto avevo 2 anni e, naturalmente, non ho ricordi di lui, se non quelli che ho costruito crescendo. Onestamente non me ne frega nulla se il film ha fatto una ricostruzione fedele oppure no. Mi è piaciuta la fotografia, ovviamente la colonna sonora e soprattutto la storia. E dopo il mio “coming out” posso spiegarvi il perché. Innanzitutto perché è la storia di un uomo. Leggendo le varie interviste, ho sentito il regista dire che è una storia che parla di “famiglia”. Beh, non è vero: è la storia di un uomo.
Ognuno che nella vita si è guadagnato l’appellativo di leggenda, in realtà è solo un uomo.
Il film racconta di una persona che ha passato tutta la vita cercando di accettare se stesso: le sue origini, la sua sessualità ed il suo aspetto.
Proprio il suo aspetto è stata la sua croce e la sua fortuna: aveva denti storti e sporgenti, di cui si vergognava così tanto da coprirsi la bocca con la mano ogni volta che rideva. Era nato con 4 incisivi in più il che gli permetteva di avere più spazio nel palato e quindi una maggiore estensione vocale.
La sua voce era più importante.
Volete sapere qual è l’ironia della sorte? Quando Freddie Mercury si unì a Brian May e Roger Taylor, questi erano già una band di nome “Smile”!
Nel film c’è una scena che mi ha colpito, che mostra il protagonista che spiega perché la scelta del nuovo nome è ricaduta su “Queen”, dicendo che è un nome scandaloso e che non c’è niente di più scandaloso di lui. Vi confesso che mi ha intristito molto, nonostante l’attore lo dicesse con tono di soddisfazione.
Ha cercato se stesso nella fama, negli eccessi ed ha trovato solitudine.
Verso la fine del film, quando Freddie confessa ai suoi amici e colleghi di aver contratto l’AIDS, in sottofondo si sente “Who wants to live forever”. In quel momento il mio fidanzato mi ha chiesto se Mercury avesse scritto questa canzone dopo aver saputo la sua diagnosi; non lo sapevo, ma ho detto “probabilmente si”. Ho scoperto poi che è stata scritta da Brian May molto prima di sapere la notizia.
Questo mi ha fatto pensare all’importanza di raccontare l’umanità delle persone, perché ognuno di noi possa sentire dentro di sé delle sensazioni e riconoscerle nella vita degli altri.
Una mia carissima amica una volta mi disse “chi conosce, riconosce”.
Io ho riconosciuto una sofferenza in una frase detta con altra espressione, Daniele l’ha sentita in una canzone; forse abbiamo sentito sentimenti nostri e non del protagonista della storia.
Ecco perché su questo blog spesso vi racconto storie che non hanno strettamente a che fare con i disturbi alimentari: il rapporto con il cibo non è il problema, è solo il modo attraverso cui si manifesta.
Avete visto il film? Che sensazioni vi ha lasciato?
S.
(photo credits: pinterest)