Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Come aiutare?

la posta di acca lucca
Ultimamente vi faccio tante domande, lo so, ma mi piacerebbe che questo blog diventasse un’occasione per scambiarci idee ed esperienze. La domanda di oggi è: come si può aiutare qualcuno che non vuole essere aiutato?
Come può un genitore, un fratello o un amico far vedere il pericolo a chi non lo vede?
Ripenso a me e ad uno dei miei momenti peggiori in cui non riuscivo a vedere la preoccupazione dei miei genitori per la mia eccessiva magrezza, anzi, mi arrabbiavo perché pensavo che volessero allontanarmi da quello che credevo mi rendesse felice: la mia dipendenza dai 40 kg. Passatemi l’espressione.
Qualche giorno fa una mia amica, parlando dei timori di sua madre per tutt’altra questione, mi ha detto questa frase: “non mi sento amata, mi sento solo poco libera”.
Mi è tornata in mente la mia rabbia, il mio senso di oppressione, il mio non sentirmi libera di vivere la mia scelta, la mia magrezza.
Perciò ora vi chiedo: come si fa? Come si fa a non arrendersi all’ostinazione di amare la propria dipendenza?
Abbiamo creato casella lapostadiacca@associazioneaccalucca.it proprio per condividere le vostre storie..
Continuate a scriverci su come avete fatto a fare il primo passo verso la guarigione o se anche voi vi sentivate poco liberi per la preoccupazione dei vostri cari.
Oppure scriveteci come avete vissuto accanto a qualcuno che non voleva farsi aiutare.
La vostra storia può aiutare me e gli altri a rispondere alla nostra domanda.
S.