Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Essere un Volontario

Negli ultimi giorni mi sono interrogata spesso sul ruolo del volontario. In uno dei primi post vi scrissi qualcosa al riguardo. Vi scrissi che secondo me la risposta migliore alla domanda “perché dovrei farlo?” sarebbe stata “e perché no?”. Negli ultimi giorni ho ripensato proprio a questo. Più che mai mi sono resa conto che il volontariato comporta un donare. Il proprio tempo, prima di tutto. Ore di permesso chieste al lavoro, tornare tardi a casa la sera, svegliarsi presto la domenica. Donare la propria energia, il proprio entusiasmo, la propria sensibilità. Donare se stessi. Ogni volta che mi ritrovo a fare una nuova accoglienza a una persona che si rivolge all’associazione, dono tutta la mia esperienza, il mio vissuto, la mia speranza. E porto via sofferenza. Non vi nascondo che mi faccio spesso la domanda “chi me lo fa fare”, che è solo un’altra declinazione di “e perché dovrei farlo”. La risposta è sempre: “perché è quello che sento”. Sapete, non si “fa” il volontario. Si “è” un volontario. Essere un volontario significa sentire dentro di sé che la causa si porta avanti merita alcuni sacrifici; merita che io tolga qualcosa a me stesso e da me stesso per donarla ad altri. Sapete che vi dico? Se non lo sentite, non lo fate. Ci sono tanti altri modi per sostenere un’associazione. Se non si sente di donare se stessi, si può fare una donazione. L’immagine di oggi è la mia tessera associativa. Ce l’ho sempre nel portafogli.

Ho scelto di essere un Volontario.

s.