Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare

Il fattore sociale

Il 12 Dicembre scorso, come Associazione, siamo stati invitati ad intervenire a una giornata di formazione organizzata dall’ASL Toscana Nord Ovest, all’ospedale Versilia. Il tema era “Disturbi alimentari: prevenzione e diagnosi precoce”.
Senza raccontarvi nei dettagli i singoli interventi, voglio condividere una riflessione che ho fatto mentre tornavamo a casa. Anzi due.
La prima è: Finalmente! Finalmente i Disturbi Alimentari sono materia di aggiornamento per tutti “gli operatori della salute”, ovvero non solo psichiatri e psicologi ma anche medici, nutrizionisti, dietisti, dietologi.
Mi ha colpito ciò che ha detto un relatore: spesso sono proprio queste figure a non riconoscere i segnali di un disturbo e a prescrivere “un metodo certificato per ammalarsi”, ovvero una dieta. È una cosa che capita spesso ed è così che è capitato a me: l’insoddisfazione per il proprio corpo spinge a cercare una soluzione che a volte è fai da te, a volte ha il camice bianco. Attenzione, non voglio dire che non bisogna rivolgersi ai professionisti, sto dicendo che il professionista deve avere una sensibilità maggiore e qualsiasi occasione di aggiornamento è utile a stimolare questa attenzione. Bisognerebbe quindi porsi sempre la domanda: perché questa persona cerca una dieta? È la cosa migliore per lei?
Noi dobbiamo sempre rivolgerci a professionisti che siano tali!!
La seconda considerazione è: Finalmente! Finalmente viene riconosciuto il ruolo delle Associazioni nella prevenzione e nella sensibilizzazione a questi temi.
Nessuno è immune da questo tipo di disturbi perché le cause sono tante, complesse, personali e SOCIALI. Ciò che possiamo fare, e non mi stancherò mai di dirlo, è parlarne. Parlarne parlarne e parlarne. Educare a chiedere aiuto quando si ha bisogno e a cambiare quelle idee che possono alimentare il disagio altrui.
Questo blog si chiama “Firmato S.” e oggi mi piacerebbe che “S” avesse un altro significato: che fosse il “fattore S”, il fattore sociale. Questo elemento ha una incidenza fortissima sui Disturbi Alimentari, purtroppo in negativo, pensiamo per esempio ai modelli estetici che ci vengono imposti dai mass media e a quello che noi consideriamo accettabile. Dal convegno è emerso che ciò su cui si può lavorare con la prevenzione riguarda proprio l’aspetto sociale.
Questo è l’ultimo post del 2017, e l’augurio che faccio a tutti per il Nuovo Anno è che possiamo diventare un “fattore S positivo“.
Ci risentiamo l’8 Gennaio.

S.

 

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